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Lettera a un anziano picchiato all’ospizio

Oggi la tua storia è balzata alla cronaca. TV, internet, giornali, fuori ai bar e tra amici e colleghi si parla di te, di un povero vecchio che viene picchiato nel posto dove dovrebbero avere cura di lui. A me di questa storia non piace parlare ma voglio scriverti questa lettera diretta per farti capire tutto il mio affetto.

Abbi fede. Non temere e non perdere la speranza. Non tutti gli uomini sono come quello che ti ha maltrattato. Molti sono persone buone, che hanno affetto per gli anziani, che sono pronti ad aiutare il prossimo. Forse già sei un po deluso dalla vita che ad una certa età sei dovuto andar via dalla tua casa vissuta per anni ed andare a vivere in una dimora comune. I tuoi figli pieni d’impegni ti hanno affidato ad altri. Sei rimasto solo, hai perso pure tua moglie andata via da questa vita.

Non temere, abbi fede. La vita purtroppo è un zoccolo duro e dopo tante sofferenze vieni anche maltrattato. Che dirti, nonnino mio, come uomo oggi mi sento offeso, quasi mi viene rabbia. Ma tu guarda avanti, anche se la tua vita dovesse durare un solo giorno, guarda avanti.

Davanti a te ci sono tante persone che ti vogliono bene. Ci sono i giovani volontari, i tuoi nipoti, gli amici, i bravi operatori socio assistenziali che fanno bene il loro lavoro e con amore. Ci sono i tuoi figli che non ti hanno abbandonato ma ti hanno messo in questo luogo per non farti mancare nulla, per farti curare, per farti stare in compagnia.

Non deluterti, non perdere la speranza per una persona che messo alle corde dalla vita ha sfogato la sua rabbia con te. Anzi caro nonnino tu perdona. Tu che conosci la vita e ci insegni i veri valori per una tua intera vita di sacrifici perdona questa persona e dacci un ulteriore insegnamento che solo un anziano, vecchio, ma professore della vita e della pazienza possa dare.

Ed io che dirti. Un abbraccio, una preghiera, una carezza a distanza. La vita non ti ha messo alle corde, la vita non ti ha punito. Hai fatto solo un’altra esperienza, pur brutta, ma solo un episodio e un’esperienza da aggiungere alle altri mille già fatte. Tu non sei inutile. Tu sei un cuore, tu sei un anima, che batte per l’eternità e anche se il tuo corpo e malandato e malato noi ne abbiamo rispetto. Il tuo corpo ha dato vita,ha dato lavoro, ha creato generazioni, il tuo corpo oggi malandato ci lascia un insegnamento per sempre.

Oggi una persona ti ha picchiato. Oggi hai incontrato la persona sbagliata. Posso assicurarti oggi che ci sono altre mille persone pronte a darti una carezza, pronte a darti un’auto, pronte a riconoscere il tuo immenso valore di anziano, pronte a combattere per te, per la tua tutela, pronte a prendersi cura di te.

Noi questo siamo. Siamo uomini pronti a starti vicino. Un bacio.

ALLA FINE DI QUESTA LETTERA VOGLIO FARE TRE CONSIDERAZIONI:

PRIMA
Cari figli avete troppi impegni. Ma pensate che prendersi cura di un genotore anziano sia un impegno di secondo valore? Quindi se non potete tenere i genitori anziani a casa mettetili pure negli ospizi ma andiamo ogni giorno a fargli una carezza come quando loro, dopo una giornata di lungo lavoro tornavano a casa e ci davano una carezza a noi che eravamo piccoli.

SECONDO
Tu che picchi un anziano, senti a me “mettiti allo specchio e picchia te stesso. Così fai più bella figura”.

TERZO
Tu che dalla mattina alla sera fai affari, guadagni, crei lavoro e business, trova un minuto per dare una carezza ad un anziano, un bambino, fare un opera di carità. Forse alla fine della giornata tra le varie cazzate che fai ti renderai conto, la sera, quando metti la testa sul cuscino, che la cosa migliore che hai fatto e quella di aver fatto del bene agli altri.

SCRITTO DA PAOLO TESCIONE