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Gli Angeli Custodi influenzano i nostri pensieri e la nostra immaginazione

Gli angeli – buoni e maligni – riescono ad influenzare la mente tramite l’immaginario. A questo scopo, possono desta-re in noi fantasie attive che favoriscono i loro piani. Nella Sacra Scrittura, l’angelo a volte impartisce il suo ordine nel sonno. Giuseppe ottenne la conoscenza divina nel sonno. L’angelo informa Giuseppe che il figlio che Maria porta è stato concepito adopera dello Spirito Santo (Mt 1, 20) e in seguito informa Giuseppe che Erode sta cercando il Bambino e lo incoraggia alla fuga in Egitto (Mt 2, 13). L’angelo porta a Giuseppe anche la notizia della morte di Erode e gli dice che può tornare in patria (Mt 2,19-20). Sempre nel sonno Giuseppe viene avverti-to di ritirarsi nel territorio della Galilea (Mt 2,22).

Ci sono anche altre possibilità di influenza degli angeli che riguardano la dimensione men-tale. Viene ricordato che l’an-gelo – creato a immagine di Dio – dispone in parte delle caratteristiche di Dio, ma si rende conto anche dei limiti della sua esistenza. Al contrario di noi, l’angelo non ha limiti nel tempo e lo spazio, ma non è nemmeno superiore allo spazio e al tempo come lo è Dio. è presente solo in un luogo, ma lo è in tutto quel luogo e in tutte le parti di quel luogo. Non possiamo definire la sua “zona di presenza”, sappiamo solo che è infinita. “Per intervenire negli eventi terreni, un angelo non deve per forza lasciare il luogo della sua beatitudine. Sottomette (semplicemente) la dimensione terrena all’influenza della sua immensa volontà. Il terreno viene – in senso metaforico – risucchiato dal-l’ultraterreno come un corpo terrestre che viene dirottato dalla sua orbita dalla forza di gravitazione di una stella e for-zato a prenderne una nuova” (A. Vonier).

Anche l’uomo rimane padrone assoluto dei suoi pensieri. La sovranità divina vela l’universo dei pensieri di un uomo agli altri uomini e agli angeli. “Tu solo infatti conosci il cuore di tutti gli uomini” (1 Re 8,39). Solo Dio e l’uomo stesso conoscono il mondo interiore e tutti i suoi segreti di un cuore umano. S. Paolo disse già: “Chi fra gli uomini, infatti, conosce l’intimo dell’uomo, se non lo spirito che è in lui?” (1Cor 2,11)

è noto che solo chi ha capito può anche prendere una decisione, e perciò può essere molto difficile rendersi conto dell’impotenza. In tali casi, sarebbe meglio se l’angelo conoscesse il nostro mondo interiore di pensieri. Ma l’unico ponte di comunicazione è la volontà dell’uomo. Di solito, l’angelo conosce i pensieri del suo protetto solo attraverso quello che esso dice e rivela della sua anima. Più stretto è il legame con l’angelo, più l’an-gelo si avvicina al mondo dei pensieri del suo protetto. Ma deve essere l’uomo ad aprire le porte della sua anima al santo angelo di Dio. In ogni caso, l’angelo dispone sempre di tutti i mezzi necessari per la guida del suo protetto.

b) L’angelo non può agire direttamente sulla volontà, perché deve rispettare la nostra libera volontà. Ma gli angeli – buoni o maligni – bus-sano e chiamano alle porte del nostro cuore. Riescono anche a svegliare dei desideri in noi. Se gli uomini riescono ad ottenere molte cose da noi con le lusinghe, allora l’influenza degli angeli – spiriti molto superiori a noi – può essere molto più grande, se ci apriamo a loro. Nella vita di tutti i giorni senti-remo la sua voce sopra quella della nostra coscienza. Gli angeli rivolgono la parola agli uomini solo eccezionalmente, come nel caso di S. Caterina Labouré, che fu scelta dalla Madonna per divulgare la medaglia miracolosa. Il giorno della festa di S. Vincenzo, Caterina sentì chiamare il suo nome prima di mezzanotte. Si svegliò e si voltò verso il punto da dove veniva la voce. Aprì la tenda della sua cella e vide un ragazzo vestito in bianco, di quattro o cinque anni, che le disse: ‘Vieni nella cappella! La Beata Vergine ti sta aspettando’. Allora lei pensò: mi senti-ranno sicuramente. Ma il bambino le rispose: `Sta’ tranquilla, sono le undici e mezzo! Tutti dormono. Vieni, ti aspetto!’ Lei si vestì e seguì il bambino nella cappella, dove ricevette la sua prima apparizione.