Devozione a Maria: la clemenza di Dio verso gli uomini

CLEMENZA DI DIO VERSO L’UOMO

Maria è presente al mistero che si è compiuto un giorno nel suo grembo, costituendola trono di Dio più fulgido di un trono di angeli: « Ave, o trono santissimo di Colui che siede sui cherubini »; è presente nell’effusione di pace e di perdono che Dio per suo mezzo elargisce al mondo: « Ave, clemenza di Dio verso l’uomo ». È presente nella misericordia che continua ad effondersi copiosa, nella grazia che ci riveste di luce: « Ave, campo che produci abbondanza di misericordie ». È presente sulla bocca degli Apostoli che annunciano la Parola e nella testimonianza dei Martiri, che per Cristo vanno alla morte: « Ave, tu degli Apostoli la voce perenne », « ave, dei Martiri l’indomito ardire ».

Giovanni Paolo II

MARIA CON NOI

Nello stesso luogo dove ora sorge la chiesa della Beata Vergine della Divina Provvidenza di Pancole sorgeva un’edicola sulla quale Pier Francesco Fiorentino aveva affrescato l’immagine della Vergine allattante il Bambino (verosimilmente tra il 1475 e il 1499). Successivamente l’edicola venne trascurata e franato il tettino fu coperta da rovi ed edera fino a scomparire alla vista. Nella seconda metà del XVII secolo, tutta la Valdelsa conobbe un periodo di miseria e carestia dovuto alla siccità. La leggenda vuole che nei primi giorni di aprile del 1668 Bartolomea Ghini, una pastorella muta dalla nascita, fosse particolarmente triste per la propria povertà e portando il gregge al pascolo fu colta da disperazione tanto che pianse a dirotto. A quel punto le apparve una bella signora che le chiese il motivo di tanta tristezza. Quando Bartolomea rispose, la signora la rassicurò dicendole di andare a casa poiché lì avrebbe trovato la dispensa piena di pane, l’oliera piena d’olio e la cantina piena di vino. A quel punto Bartolomea si rese conto di aver parlato e scappò a casa chiamando a squarciagola i genitori anch’essi stupefatti di sentire la figlia parlare e di trovare la dispensa piena. Tutti i paesani vollero quindi andare nel pascolo dove questa diceva di aver visto la misteriosa signora ma trovarono soltanto un cumulo di rovi. A questo punto con falci e roncole estirparono le piante per scoprire che nascondevano l’edicola con l’immagine che Bartolomea diceva ritrarre la signora che aveva incontrato. Nell’estirpazione dei rovi l’immagine fu graffiata da una roncola e il segno è tuttora visibile. Da allora si decise di venerare la Madonna con il titolo di Madre della Divina Provvidenza. Queste notizie attirarono una moltitudine di pellegrini che portavano offerte e materiale edile per l’edificazione di una chiesa affinché l’immagine fosse protetta. Grazie a tanta collaborazione la chiesa fu eretta e consacrata in soli due anni (i lavori finirono nel 1670).

PANCOLE – B. V. della Divina Provvidenza

FIORETTO: — Sarai tu con Dio un figlio prodigo? Recita tre Pater al Cuor di Gesù per non divenirlo